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La filarmonica durante il concerto del Requiem - Pasqua 2014

La filarmonica durante il concerto del Requiem – Pasqua 2014

La Banda musicale di Concordia sulla Secchia è molto antica essendo stata fondata nel 1811.
Ciò la colloca tra le associazioni bandistiche più longeve tuttora operanti.

Il complesso del nostro paese era, ed è tuttora, denominato “Società Filarmonica” – il termine filarmonico deriva dal greco e significa amante della musica – ed è intitolata a Giustino Diazzi (1880-1946), importante maestro e direttore concordiese.


La sede della Filarmonica e della scuola di musica nei due secoli della sua storia è stata spostata decine di volte e per lo più era situata in ambienti un po’ precari; ciò nonostante migliaia di concordiesi ne hanno nel tempo varcato la soglia e molti sono arrivati a far parte della Banda. In epoche in cui non erano tante le possibilità ricreative o di svago, l’ambiente bandistico ha sempre rappresentato non soltanto il modo per imparare l’arte più bella del mondo, la musica, ma anche un posto sano e stimolante per socializzare.

La filarmonica in concerto al Teatro del Popolo di Concordia s/S

La filarmonica in concerto al Teatro del Popolo di Concordia s/S

Orgoglio dell’Associazione Filarmonica di Concordia è la propria sede: questo deriva non solo dal fatto che si tratti di una delle più belle e funzionali scuole di musica d’Italia, ma soprattutto perché fu costruita con l’opera del volontariato degli stessi componenti della Filarmonica, che, tra il 1990 e il 1995, offrirono circa diecimila ore di lavoro gratuitamente: impresa che non e retorico definire eroica, tant’è che non si hanno notizie di eventuali emulazioni.

Direttore dal 1994 è il Prof. Marco Bergamaschi. Si è diplomato in trombone al conservatorio di Reggio Emilia; si è quindi perfezionato in didattica della musica e direzione di Banda. Il percorso formativo del professor Bergamaschi rimarca l’impossibilità dell’improvvisazione nel mondo bandistico attuale e quanto siano necessari strumenti e professionalità sempre aggiornati per ottenere risultati apprezzabili: anche banda e scuola di musica cambiano coi tempi e all’antica passione occorre aggiungere nuove tecniche e metodologie. Forte dell’eredità ricevuta e della presenza della moderna e funzionale nuova sede, sotto la sua direzione l’offerta della scuola ben presto si ampliò notevolmente: ai corsi per ottoni, ance, percussioni e propedeutica musicale, si aggiunsero quelli di chitarra classica e moderna, pianoforte, canto moderno e corale.

Attualmente la filarmonica conta più di 50 elementi, di cui molti giovani frutto del vivaio. Nell’auditorium dall’acustica eccezionale, nel 2000 il nostro complesso ha inciso il suo primo Compact Disc e preparato concorsi nazionali e internazionali, come quello di Riva del Garda, dove ha ottenuto lusinghieri risultati.

La filarmonica durante la sfilata del 1° Maggio

La filarmonica durante la sfilata del 1° Maggio

Nel 2011, per festeggiarne i 200 anni di vita, è stato pubblicato il primo libro della storia della Filarmonica concordiese, a cui si sono aggiunti nel corso dell’intero anno una articolata serie di appuntamenti culturali per celebrare degnamente il notevole traguardo. A pochi mesi da tutto ciò l’imprevedibile: il terremoto che nel maggio del 2012 ha colpito l’Emilia. Il destino ha ricordato drammaticamente che non si può vivere sugli allori e la Filarmonica, come tutta la comunità di Concordia sulla Secchia, si è rimboccata, per l’ennesima volta nella sua storia, le maniche. La sede a cui abbiamo sopra accennato è danneggiata e inagibile: Banda e scuola di musica hanno quindi ricominciato l’eterno incerto peregrinare. Inagibile anche il Teatro, nella cattiva stagione ci si esibisce dove capita, anche sotto le tende. Ma abbiamo continuato ad impegnarci sia per la ricostruzione che soprattutto per l’unità del gruppo che, forte delle sue radici, non ha mai smesso di ritrovarsi per continuare insieme quella tradizione musicale, lunga più di due secoli, ormai parte del nostro DNA.

Con l’aiuto di tutti, crediamo di poter dare un importante contributo alla rinascita del nostro paese. Per una pagina di storia che si chiude un’altra inevitabilmente si apre: nelle nostre mani la possibilità di scrivere nuovi capitoli di un cammino antico e sempre nuovo, che vogliamo continui ad essere riferimento per tutta la nostra comunità.

Bergamaschi Massimo