Rossini Vs. Diazzi

Domenica 11 Novembre 2018 ore 16.30 presso l’Aula Magna “Rita Levi Montalcini” la Filarmonica “Giustino Diazzi” e la Banda Giovanile “John Lennon” saranno dirette dagli Allievi del Corso di Formazione di Primo Livello per Direttori di Banda ed Orchestra di Fiati tenuto dal M° Maurizio Managò in collaborazione con al Regione Calabria.

Locandina concerto 11/11/18 ore 16:30 - Auditorium Rita Levi Montalcini Mirandola, Filarmonica "Giustino Diazzi", Banda Giovanile "John Lennon", Maestri direttori: Allievi del Corso di Direzione AMA Calabria del M: Maurizio Managò
Locandina Concerto 11 Novembre 2018

Il M° Maurizio Managò si diploma in clarinetto presso il Conservatorio di Reggio Calabria e successivamente presso il Conservatorio di Musica Statale “S. Giacomantonio” di Cosenza, consegue la Laurea in Direzione d’Orchestra di Fiati. Membro di giuria di svariati Concorsi nazionali e internazionali di musica, svolge un’intensa attività di Direzione Artistica e di Direzione d’ Orchestra di Fiati. E’ il fondatore e il Direttore Artistico del Premio Borrello-Una Vita per la Musica. Dal 2014 è Presidente della Consulta Artistica ANBIMA della provincia di Reggio Calabria. Maestro-Direttore e fondatore di diversi gruppi giovanili con i quali si è affermato in diversi dei principali Concorsi Nazionali ed Internazionali. Formazioni musicali che hanno innescato il cambiamento e il successo della banda musicale in Calabria.
Vanta la Direzione di circa 1200 concerti.
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La Filarmonica “Giustino Diazzi” per questo concerto ha preparato un repertorio tutto dedicato a Gioachino Rossini, nel 150° Anniversario dalla morte del grande compositore.

Gioachino Rossini – Figlio di un suonatore di trombetta e di un buon soprano, a Bologna s’iscrisse al liceo musicale dove completò gli studi nel violoncello, nel pianoforte e nel contrappunto. inizia fin dal 1808 a comporre e musicare le prime cantate. Grandi entusiasmi destò la nuova opera seria di Rossini: il “Tancredi” (“melodramma eroico”, rappresentato a Venezia nel 1813), e sempre nello stesso anno Rossini compose “L’Italiana in Algeri” altrettanto apprezzata. Nel 1815 l’impresario Domenico Barbajagli affidò la direzione dei teatri napoletani di S. Carlo e del Fondo, con l’obbligo di scrivere due opere l’anno. Sempre nel 1815 compose l’opera comica: “Almaviva ossia l’inutile precauzione”. Questo Almaviva non era altro che il “Barbiere di Siviglia”, il cui titolo era stato così mutato per rispetto al “Barbiere” di Paisiello, il vecchio glorioso maestro, allora ancora vivente. L’esito dell’opera fu disastroso alla prima rappresentazione (20 febbraio 1816) ma migliorò assai nelle repliche, e il nuovo Barbiere passò presto, acclamato, in tutti i teatri d’Italia. Nel 1817 fece il suo esordio un’altra opera semiseria applauditissima, “La Gazza ladra”.  Nel 1831, Rossini (anche a causa delle sue condizioni di salute) si limitava ormai a buttar giù brevi pagine umoristiche per canto o per pianoforte (“Soirées musicales”, 1835) o si dedicava a cesellare, con una calma e una accuratezza che l’agitata vita operista non gli aveva mai consentito, due capolavori: lo “Stabat Mater” e la “Petite Messe solennelle”. Nel 1836 tornò in Italia, stabilendosi a Bologna, occupandosi seriamente del liceo musicale bolognese e completando lo “Stabat”. Veniva intanto acuendosi la reciproca incomprensione tra il vecchio maestro e i nuovi spiriti liberali e patriottici, incomprensione che si esasperò nel 1848 fino a determinare manifestazioni contro di lui e in conseguenza la sua fuga a Firenze, periodo rattristato dall’aggravarsi delle infermità, per curare le quali tornò a Parigi, dove rimase dal 1855. Dall’Italia gli giungevano parimenti omaggi e inviti: tra l’altro, il ministro Emilio Broglio, nel 1868, lo invitava a presiedere una “Società rossiniana” per apportare un miglioramento alla situazione dell’opera lirica in Italia. Poco dopo, aggravatasi nuovamente la sua salute, moriva la sera del 13 nov. 1868 ed era sepolto al Père-Lachaise, da dove la salma fu poi riportata in Italia nel 1887 e tumulata in Santa Croce a Firenze. 

Marcia per il Sultano (pas redoublé): dedicata ad ABDUL MEDJID (1823 – 1861) sultano turco che, dopo la rivolta politica contro i Giannizzeri aprì nuovi orizzonti culturali e musicali presso la sua corte. La composizione rossiniana datata 1852, è caratterizzata da una vivacità ritmica e da un’andatura veloce, senza reminiscenze orientali, ma con la tipica cantabilità dell’autore.

Tancredi (Sinfonia): opera lirica, in due atti, musicata su libretto di Gaetano Rossi tratto dalla tragedia omonima di Voltaire (1760). Nella Siracusa, del 1005, durante le lotte tra saraceni e siciliani e tra le lotte interne tra le famiglie di Argirio e Orbazzano. Il nobile Tancredi, si batte per salvare la sua amata Amenaide, figlia di Argirio, e la sua città.

La corona d’Italia (Scherzo per banda): Rossini scrisse la Fanfara per la Corona d’Italia in occasione della nomina a Cavaliere di Gran Croce della Corona d’Italia (onorificenza cavalleresca di altissimo rango assegnata sia dagli stati preunitari sia dal Regno d’Italia che della Repubblica). Il brano associa il tipico virtuosismo strumentale rossiniano al gusto per un suono “chiaro” caratteristico della strumentazione ottocentesca per banda) venne eseguito nel 1868 in presenza dell’autore e del Re da numerose bande militari.

La Danza – Tarantella Napoletana (Arietta n. 8 dalle “Soireés Musicales”): la tarantella napoletana è un omaggio di Rossini a Napoli ed è il pezzo più popolare delle “Soirées” canzoni per voce e pianoforte pubblicate nel 1835. La Danza è tratta dai componimenti poetici di Carlo Pepoli, il nobile fuoruscito italiano che frequentò la casa di Rossini a Parigi.